Le donne, i cavalier, l’arme, l’amore

28 luglio 2013

Vi siete mai seduti su degli spalti a tifare per un cavaliere che sfida i suoi avversari armato di lancia e, si spera, buona mira?

In questi giorni lo sto facendo per il quarto anno consecutivo e, detto in maniera molto sintetica, è esaltante.

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Ora non mi dilungo a narrare del corteo storico annesso, dell’accuratezza storica dei costumi dei figuranti o di altri meriti di una manifestazione che conta molte sorelle in giro per l’Italia anche perché dovrei parlare anche competizioni a cavallo più blasonate (Siena, Faenza…). Mi limiterò a dire ciò che mi ha sorpreso dalla prima volta che ho assistito alla Giostra Cavalleresca di Sulmona: il tifo che mi sono trovata a fare. Giuro che non pensavo di potermi appassionare tanto ad una competizione con cui non ho niente a che spartire.  Ogni scontro dura meno di 30 secondi, un paio di minuti se si considera anche la preparazione di cavallo e cavaliere,  in quei trenta secondi gli spettatori trattengono il fiato.

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E ora scusate, ma devo uscire per la seconda giornata di gare.

Update 29/7/2013

Il cavallo vincitore si chiama Lord Antani… stima.

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