Giocatori nativi digitali

7 agosto 2013

Se state leggendo questo blog probabilmente almeno una volta nella vita vi siete seduti attorno ad un tavolo con mozziconi di matite, una gomma, schede stampate ed una quantità variabile di dadi per intraprendere un’avventura, sia essa fantasy, horror, steampunk, cyberpunk, diselpunk, fantascientifica o altro.

Se avete la mia età o siete più vecchi avete visto nascere il play-by-chat e il play-by-forum, accanto ai quali si è creato uno strano fenomeno.

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Avete idea della soddisfazione che si prova nel tirare un secchiello di dadi?

Mi riferisco alla diffidenza che la “vecchia guardia” aveva nei confronti di questi nuovi approcci al GDR, sostenendo come se non ci si ritrovasse intorno ad un tavolo con tanto di patatine e schifezze mangerecce varie, si perdesse qualcosa dell’esperienza ludica.

Ora, per quanto la serata tipo di buona parte della mia tarda adolescenza sia stata “pizza&dnd”, quindi il gioco come momento di socializzazione e non solo saettate a mostri vari, non vedo come questa funzione sia venuta meno nei play-by-chat o play-by-forum. C’era da parte di alcuni, una parte non esigua come si potrebbe pensare, una forma di disprezzo per le comunità online dovuta al fatto che così si perdeva la purezza del gdr, l’odore della carta unta di patatine, il rutto libero post-cocacola e supercazzola permaturata con slittamento a destra.

Insomma le stesse cose che sentite riguardo gli e-book.

Incuranti dei detrattori le chat e i forum sono andati avanti. Quelli validi, quelli che piacevano o che comunque offrivano qualcosa che gli utenti apprezzavano, sono andati avanti. Gli altri hanno chiuso.

Poco dopo arrivarono i play-by-blog, ovvero i vari PG tenevano un blog attraverso il quale interagivano tra di loro. Che io sappia sono durati poco e nessuno piange la loro scomparsa.

Ultimamente sta nascendo un nuovo modo di giocare sul web. I vari PG hanno un account su un social network e interagiscono tramite quello. Ovviamente anche questi hanno i loro detrattori ed è triste che siano spesso i pionieri del play-by-chat e del play-by-forum e che adducano le stesse motivazioni che usavano contro forum e chat.

Piccolo aneddoto legato in qualche modo all’articolo: durante un incontro col mio relatore per la tesi usci il discorso “World of Warcraft”, un altro professore, con cui il mio relatore condivideva l’ufficio, all’improvviso se ne esce con “Ai miei tempi si giocava con carta e matita” al che io rispondo “si gioca ancora così!”.

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