Araldica – Parte 3: Le Partizioni

12 dicembre 2013

Siamo giunti al terzo post dedicato all’araldica, e il primo in cui vedremo come veicolare informazioni di una certa consistenza (più interessanti di quelle molto vaghe legate ai colori).

Parliamo delle Partizioni e dopo questo articolo saprete cosa si può dedurre dallo stemma dei duchi di Milano (prima Visconti e poi Sforza)

inquartato: nel primo e nel quarto, d'oro all'aquila abbassata di nero, lampassata di rosso e coronata del campo; nel secondo e nel terzo, d’argento alla biscia d’azzurro ondeggiante in palo e coronata d’oro, ingolante un moro di carnagione.

inquartato: nel primo e nel quarto, d’oro all’aquila abbassata di nero, lampassata di rosso e coronata del campo; nel secondo e nel terzo, d’argento alla biscia d’azzurro ondeggiante in palo e coronata d’oro, ingolante un moro di carnagione.

Queste sono le quatto partizioni base, che possono essere replicate all’infinito considerando ogni singola parte uno stemma a se stante.

partizioni

Da sinistra a destra si indicano come: partito, troncato, trinciato, tagliato.

Ripetendole otteniamo (da sinistra a destra): inquartato in decusse, inquartato, troncato in scaglione, interziato in pergola.

partizioni2

Altre ripetizioni di partizione non hanno un nome ma vanno descritte nella blasonatura. Ad esempio lo stemma seguente è partito: di rosso al leone d’argento e troncato: d’azzurro al giglio d’oro e di nero alla croce d’oro.

stemma2

La quasi totalità delle partizioni è dovuta a unioni di vari tipi tra le famiglie: vassallaggio, matrimonio, annessioni ecc. Le partiture più comuni sono il partito e l’inquartato. Nel caso di scudo partito alla famiglia con più prestigio è riservata la metà di destra (1). Nel caso dello scudo inquartato l’ordine di prestigio è in alto a destra, in alto a sinistra, in basso a destra, in basso a sinistra. Nel caso si usi l’inquartato per unire due stemmi, a quello di maggior prestigio vanno riservati il quarto in alto a destra e il quarto in basso a sinistra. I risultati del partito e dell’inquartato saranno rispettivamente Partito: di rosso al leone d’argento e d’azzurro al giglio d’oroInquartato: nel primo e nel quarto di rosso al leone d’argento e nel secondo e nel terzo d’azzurro al giglio d’oro. 

Senza titolo-1

Tornando allo stemma degli Sforza, ora dovrebbe esservi chiaro come sia l’unione di due stemmi: quello del Sacro Romano Impero e quello della famiglia Visconti (d’argento alla biscia d’azzurro ondeggiante in palo e coronata d’oro, ingolante un moro di carnagione). Fu il Duca Gian Galeazzo Visconti, a seguito della nascita del ducato, ad ottenere l’unione dei due stemmi.

In campo fantasy vi segnalo lo stemma di Joffrey Baratheon. Non so se Martin abbia o meno seguito le regole dell’araldica, ma se così fosse quello stemma ha un significato ben preciso

partito, di rosso al leone d'oro e d'oro al cervo nero

partito, di rosso al leone d’oro e d’oro al cervo nero

Gli altri post sull’Araldica

Parte 1

Parte 2

(1) Si ricordi il discorso su destra e sinistra nel primo post sull’araldica.

2 risposte a “Araldica – Parte 3: Le Partizioni”

  1. vodacce ha detto:

    complimenti per questa serie sull’araldica che è veramente ben fatta.

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