Calendario dell’Avvento II – D&D

9 dicembre 2014

Il Gran Sacerdote della Luce, rappresentante di tutte le chiese, era ovviamente presente. A memoria d’uomo non vi era mai stato un processo per alto tradimento e tentato regicidio e nemmeno gli elfi sapevano dire quando queste accuse furono portate contro un alto ufficiale dell’esercito.

Bardi da ogni parte del regno erano giunti per riportare quanto stava accadendo.

La Silente era ancora al fianco dell’imputata. Il Gran Sacerdote sapeva cosa voleva dire, La Silente era espressione degli dei, la sua stessa presenza urlava a gran voce l’innocenza dell’imputata.

Una guardia troppo zelante provò a disarmare il Capitano, ma quella lama fatta di sola ombra vibrò privandolo di ogni forza e facendolo accasciare al suolo.

Amministrare la giustizia del Regno implicava anche questo, condannare a morte chi aveva combattutto mille battaglie per la salvezza di tutti i presenti. Avrebbe voluto salvarla, le aveva offerto mille scappatoie, ma aveva confessato e c’erano i testimoni. Il suo ruolo gli imponeva di riconoscerla colpevole e di condannarla a morte.

Un intero reparto dell’esercito era presente e armato. Poteva solo sperare che non agissero subito. Erano fedeli a lei prima che al Re.

La guardò un’altra volta, chiedendole silenziosamente perdono. Il giorno seguente avrebbe rimesso la carica e si sarebbe ritirato in eremitaggio.

La dichiarò colpevole e la condannò a morte per impiccaggione.

Nessuno si mosse.

Poteva solo sperare che l’indomani non iniziasse una guerra civile.

 

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