Tre metri di asta

24 febbraio 2015

Immaginate una fumetteria di provincia, con tanti Bonelli su una libreria, uno schedario di comics americani e un colorato mucchio di manga. Un gruppo di ragazzini intenti a scambiarsi dei cartoncini del cui valore i genitori faticano a capacitarsi rumoreggiano in un angolo mentre in un altro il proprietario e cinque avventori si passano un libro recante sulla copertina la scritta “Manuale del Giocatore” mentre armeggiano con dadi colorati e mozziconi di matite. Una giovane ragazza, vestita in un modo di cui si sarebbe vergognata dieci anni dopo, fresca della scoperta dell’esistenza della classe del mago esclama con voce più alta di quel che avrebbe voluto 

“Si, ma tre metri di asta dove li metto?!”

E qui, buio.

La ragazza in questione, se non l’avete capito, ero io alla mia prima esperienza col GDR in generale e D&D in particolare.

Sorvoliamo su come abbiano potuto pensare di rispondere i minorenni presenti e andiamo al nocciolo del post: l’equipaggiamento di un PG, o meglio, chi si è mai portato dietro l’orologio ad acqua?

Senza mettere mano alla lunga lista di oggetti magici che D&D 3.X mette a disposizione, la cui utilità è palese (1), andiamo alla lista degli oggetti che un PG di primo livello può permettersi. Comprata l’armatura e un’arma non è che rimanga molto da spendere in oggetti a prima vista inutili e sicuramente difficili da trasportare (non solo la famigerata asta da 3 metri, anche l’ariete portatile non è così agevole da portarsi dietro) quindi mi chiesi perché dovessi spendere soldi per uno specchietto o per dei gessetti.

Dato che avevo già fatto abbastanza domande stupide quel pomeriggio tenni il quesito per me.

Che quegli oggetti avrebbero fatto comodo ad un gran numero di miei PG l’avrei scoperto giocando, ed è stata una piacevole scoperta.

A che serve un gessetto od una campanella ad un avventuriero che si appresta ad esplorare cunicoli, combattere mostri ed entrare nella leggenda?

A niente.

Un avventuriero può tranquillamente superare ogni ostacolo senza mai mettere mano ad uno di quegli oggetti ma se ne ha uno o più a disposizione troverà il modo di usarli in maniera creativa per avere un vantaggio e non mi riferisco solo al legare un prigioniero o avvistare prima un nemico usando un cannocchiale. Mi riferisco a pensate come usare corda e rampino contro un drago rosso.(2)

Lo scopo principale di quella lista di oggetti comuni è far pensare il giocatore fuori dagli schemi, di pensare quegli oggetti in maniera diversa dal loro uso comune o almeno di spingerlo ad aguzzare l’ingegno. Un gessetto serve certo per segnare qualcosa, ma se li metto in bilico su una porta posso controllare se è entrato qualcun altro dopo di me.

Poi, soprattutto quando i PG cominciano a diventare abbastanza ricchi, i giocatori possono farsi prendere la mano e realizzare una doccia con una caraffa dell’acqua eterna, sei verghe inamovibili e una coperta. Riuscite a figurarvi la doccia?

Cattura

 

(1) la barca cigno, anche se mina l’autostima e la virilità di barbari e guerrieri del gruppo, è senza dubbio comoda.

(2) l’idea non sembrava così pessima finché non la misi in pratica, ma una discreta dose di fortuna gonfiò eccessivamente l’ego di una ladra già esaltata di suo

3 risposte a “Tre metri di asta”

  1. pennymaster ha detto:

    La lista dell’equipaggiamento è da sempre oggetto di divertimento collettivo. Alcune voci sono un inno all’anacronismo, un sacrificio di sangue sull’altare del fantasy. Per esempio: il pennino, lo zaino, il cannocchiale, le manette, il sapone, l’ampolla, l’orologio ad acqua. Altre voci sono lì solo perché sono state ereditate da vecchie edizioni. Per esempio, lo specchio all’inizio serviva ad affrontare basilischi e meduse. La cosa bella è l’uso improprio che di questi oggetti fanno gli avventurieri. Purtroppo il regolamento di D&D non incoraggia questa creatività, sono i giocatori che ce la mettono e il Master che la asseconda usando la tanto vituperata regola zero.

    • -lirin- ha detto:

      L’anacronismo è benvenuto in un fantasy 🙂 Il perché è un discorso che merita un post che prima o poi vi sorbirete (e non sara interessante come il tuo sull’arco lungo e la destrezza).

      Poi non è vero che il regolamento di D&D non incoraggia questa creatività: non la vieta e questo è più che sufficiente per il “VERO GIOCATORE” (TM). XD

  2. pennymaster ha detto:

    .. e per il BRAVO MASTER (TM).
    😀

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