Pomodori fantasy

26 marzo 2015

I titoli sono il mio forte, vero? No, per niente, però non mi veniva in mente niente di meglio quindi onde evitare di allungare ulteriormente i miei tempi già lunghi di loro ho deciso di mantenere il secondo (1) che mi è venuto in mente.

Vediamo di divagare il meno possibile che già tendo a partire per la tangente quando scrivo i post. Stasera parliamo un po’ della difficoltà di calarsi completamente in un’ambientazione e vivere totalmente in un mondo immaginario.

La riflessione di oggi nasce da una sessione di qualche anno fa (2) si vagava per il Faerun alla ricerca di uno Xanathar non mi ricordo per quale motivo quando passiamo in mezzo a dei campi coltivati. Nel descriverci la scena il DM parlò di pomodori.

Un giocatore ebbe da ridire.

“A quei tempi i pomodori non si conoscevano”

Si riferiva naturalmente al fatto che nel medioevo i pomodori fossero sconosciuti in Europa.

Gli facemmo notare che

– non era il medioevo

– non eravamo in Europa

anzi “Medioevo” e “Europa” sono due parole che in quell’ambientazione non avevevano senso.

Ho notato tuttavia che quando ci immaginiamo il mondo in cui stiamo giocando, soprattutto se fantasy, tendiamo a immaginare una società molto simile a quella del medioevo europeo.

Anche quando pensiamo a società eventualmente più evolute, di solito quella elfica, il 90% delle volte è anch’essa sulla falsariga del medioevo europeo quando magari potrebbe aver raggiunto una sorta di illuminismo.

Non solo la società e la struttura politica sono quelle del 1200 reale o giù di lì, anche la tecnologia non varia molto oppure, cosa secondo me peggiore, ha dei particolari messi lì a caso, come l’inserimento di macchine a vapore che non si sa chi le avrebbe inventate o su quale conoscenza tecnologica si sia basato. (3)

Per farla breve, prima che esca dal seminato come mio solito, secondo voi perché pensiamo automaticamente all’europa del 1200 quando pensiamo alla società di un’ambientazione fantasy?

O meglio, capita anche a voi di fare questa associazione in automatico?

 

(1) Il primo era “Pomodori verdi fritti”, fate voi.

(2) Ho una memoria formidabile per le idiozie.

(3) Ma si sa, lo steampunk va di moda.

6 risposte a “Pomodori fantasy”

  1. lherian ha detto:

    Si, capita spesso anche a noi, ma quasi sempre per scelta. Salvo ambientazioni specifiche, in quelle che prepariamo noi per le nostre campagne cerchiamo di attingere alla storia dell’europa medioevale per creare la base dell’ambientazione.
    (poi alle volte si svariona pesantemente e viene fuori qualcosa di folle, ma almeno la volontà di partenza c’è stata 😛 (quasi sempre))

  2. pennymaster ha detto:

    Tocchi un punto interessante, che per me è diventato ancora più importante di recente, dato che sto creando un’ambientazione pesantemente basata sulla società medievale. Tra l’altro sto scrivendo un post sulla cucina medievale che si sta rivelando più difficile del previsto. E in tutto questo capita la tua osservazione… mi sa che senza volerlo hai stuzzicato il can che dorme (il cane in questo caso è il mostro iper-analitico che si cela in me).
    Cercando di essere sintetico a costo di essere frainteso: secondo me gli elementi che hanno influenzato di più l’immaginario fantasy sono due.
    a) Il fantasy dei gdr deriva dalla una miscellanea di elementi tratti dalla letteratura epica e da quella cortese del medioevo, riprese e svecchiate dai primi autori moderni. A questo punto il fantasy si è diviso: da un lato lo stile epico che si prende sul serio (Howard) dall’altro lo stile meno epico, più scanzonato e molto meno rigoroso nella ricostruzione dell’ambiente caratteristico di autori come Jack Vance e Robert Asprin (su cui D&D è basato moltissimo, molto più che su Tolkien!). Entrambi i filoni però non si sono mai svincolati del tutto dall’immaginario di partenza, che è medioevale perché ha origini medioevali (in realtà, anche precedenti, ma gli elementi mitici presenti in storie come il ciclo arturiano sono stati trasfigurati e codificati nel medioevo, senza alcuna coscienza storica proprio come era tipico di quell’epoca).
    b) I manuali dei gdr più famosi sono scritti da americani o canadesi, persone con un sense of wonder più sviluppato del nostro (o bambinoni, per chi non li apprezza). Non è un caso che gli europei, quando scrivono gdr, tendano a inserire elementi storici più coerenti, e questo non per pedanteria filologica, ma perché viviamo immersi nelle vestigia della cultura medioevale e qualcosa passa, se non altro sotto forma di una maggiore sensibilità all’anacronismo. Per un americano la Saga di Ragnarr, il Ciclo Arturiano e la storia di Lucrezia Borgia hanno lo stesso valore immaginifico e si confondono tra loro in un’unica, vaga nuvola di immagini evocative e potenti, tutte egualmente distanti dalla sua quotidianità. E’ tutto materiale da fantasy. Noi invece stiamo qui a farci domande sui pomodori nel Faerun. E’ una differenza culturale non da poco, e con questo non voglio assolutamente dire che un modo di vedere sia migliore dell’altro. E’ comunque un fatto che la mentalità ingenua ed entusiasta degli autori americani della prima ora abbia influenzato moltissimo l’immaginario dei giocatori di ruolo.

  3. pennymaster ha detto:

    … e quella che vedi è il massimo della mia sintesi.
    Mi dicono che gli psicofarmaci aiutino…

    • -lirin- ha detto:

      E’ stato interessante leggerti, se è dovuto agli psicofarmaci, benvengano XD

      Sul diverso modo di pensare il fantasitco di europei e americani mi è giusto venuto in mente un post, che toccherà anche l’argomento anacronismo 🙂

    • -lirin- ha detto:

      Ah e ho in cantiere una serie di articoli sugli abiti maschili e femminili durante il basso medioevo, alto medioevo, rinascimento, età vittoriana… così giusto perché ci piace essere precisi

  4. Nuvola Rossa ha detto:

    Avevo pensato infatti a quel film.

    Credo si pensi al medioevo in quanto da quell’epoca risalgono leggende di draghi. Perché le favole sono tutte ambientate nel medioevo…retaggio infantile forse…

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