I 10 diritti imprescindibili del giocatore

19 febbraio 2018

Questo articolo è una sciocchezza. Mi è capitato (di nuovo) di trovarmi davanti ai “10 diritti imprescindibili del lettore” e mi sono (di nuovo) chiesta se anche i giocatori avessero dei diritti da rivendicare. Certo che sì.

Quindi ho pensato, già che ancora non parlo di VtM5, di D&D5, di Nostalgia: La flotta Nomade, di NeedGames che ha annunciato The Witcher GDR (1) e di qualche altro titolo e ancora non metto mano alle migliorie per Heroesbook, perché non perdere altro tempo con un post leggero ed inutile?

Quindi ecco a voi i “I dieci diritti imprescindibili del giocatore“.

  1. Diritto di non giocare 

    Può capitare di passare dei periodi in cui la sola idea di dover incontrare il solito gruppo per tirar dei dadi immaginando di compiere imprese epiche ci faccia venir voglia di chiuderci in camera per l’eternità. Succede, a volte passa a volte no. Non è una tragedia.

  2. Diritto di ignorare alcune regole 

    Ho giocato per anni diversi titoli avendo letto metà del regolamento e sono sicura che buona parte di quelli che stanno leggendo ha giocato la 3.5 senza applicare tutte le regole del casting. Ma non mi riferisco solo al modificare o cancellare una regola per rendere più veloce o appetibile il gioco: rivendico il diritto a non sapere che regole applicare quando un PG è nello spazio finché i PG resteranno nell’atmosfera terrestre.

  3. Diritto di non finire una campagna 

    Ok, abbiamo iniziato una storia tutti insieme, eravamo curiosi fin dall’inizio di sapere come sarebbe andata a finire, però poi l’interesse è andato scemando, si inizia a pensare a nuovi titoli da provare, altre avventure, altri sistemi. Non siamo obbligati a concludere una storia se è palese che stiamo già tutti pensando ad altro o se ciò che stiamo giocando non ci prende più come all’inizio.

  4. Diritto di rigiocare 

    Quante volte si può giocare “La città della Regina Ragno”? Tutte le volte che vogliamo. Variare giochi è bello, dovremmo almeno variare avventure, ma se a distanza di anni abbiamo ancora voglia di arrivare finoa Maerimydra, che problema c’è?

  5. Diritto di giocare qualsiasi cosa 

    Si, anche D&D 4.  Anche la pre alpha di un gioco indie che non vedrà mai la luce. Qualsiasi cosa. Finché ci si diverte intorno ad un tavolo rivendico il diritto a giocare qualsiasi cosa.

  6. Diritto al bovarismo

    Rivendico il diritto ad esaltarmi per le piccole cose come uccidere il nemico tirando un secchiello di dadi.

  7. Diritto di giocare ovunque (o quasi)

    Se avete modo di giocare sui tavoli da picnic di una pineta, fatelo. Se volete fare una ruolata in un play-by-chat in pausa pranzo, fatelo. Finché non sfociate nella maleducazione non vergonatevi di giocare ovunque volete.

  8. Diritto di testare

    Siano benedette le fiere dove puoi davvero provare delle demo. Spaziate nei generi, provate qualsiasi tipo di titolo, testate i grandi classici come le ultime novità. Magari continuerete per tutta la vita a giocare a D&D 3.5, ma saprete che avete scelto consapevolmente e non per mancanza di alternative. Provate i giochi: è un vostro diritto.

  9. Diritto di coinvolgere

    Fate provare il GDR ad amici e parenti, parlate del vostro passatempo. Coinvolgete anche gli altri giocatori, fate provare loro i vostri titoli preferiti. Soprattutto: avete tutto il diritto di dire quanto sia meraviglioso un titolo che vi piace.

  10. Diritto di tacere

    Abbiamo il diritto di non esprimere sempre la nostra opinione su un titolo, un’avventura, una sessione o anche solo uno stile.

 

(1) e di tanti altri titoli

Commenti
  • pennymaster ha detto:

    Che bel decalogo! Hai proprio ragione, anche se facendo un esame della mia situazione molti di questi diritti sono sistematicamente violati o ignorati. Il diritto di non giocare per esempio si scontra con i mugugni dei giocatori che hanno voglia di fare qualcosa e ti ricordano sempre che sono due mesi che non organizzi una sessione di MdT o D&D. Che fai, rivendichi il diritto ben sapendo che sei stato benedetto da giocatori che hanno voglia di giocare, invece di quelli che spariscono e tirano pacchi all’ultimo momento?
    Sul diritto di giocare ovunque: sarebbe bello, ma prova a giocare di ruolo in un contesto “non protetto”, come minimo susciti curiosità, al peggio derisione. A me non frega niente, ma potrebbe voler dire perdere giocatori, soprattutto quelli più timidi.
    Sul diritto di coinvolgere, dovrei aprire una pagina dolorosa della mia vita, ma mi limito a dire che non sono mai riuscito a coinvolgere mia moglie nella mia passione. Arrrggh!

    • Lirin ha detto:

      Eh lo so è una vita dura!
      Anche io quando provo a rivendicare il diritto a non giocare vengo, come minimo, guardata malissimo.

      Per il diritto a giocare ovunque, intendo proprio quello: il diritto a non suscitare curiosità (o almeno non quella non sana) e derisione se approfittiamo della pausa pranzo per mandare la scheda aggiornata al master, così come è vista come una cosa normalissima aggiornare la formazione del fantacalcio.

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